Sempre per restare nel paradosso: per dare corpo all’inizio abbiamo pensato ad un progetto “finale”, ad una summa delle possibilità. Abbiamo progettato e costruito un’Arca galleggiante, realizzata in parte nel laboratorio di San Vittore ed in parte presso la Cooperativa Gran Serraglio. L’Arca è destinata ad una mostra itinerante.
Perché l’Arca.
Viviamo in un tempo in cui il Diluvio è quotidiano. Diluvio di parole, immagini, informazioni, oggetti, suoni, promesse, illusioni. Tutti dicono: prima o poi ci sommergerà! Galleggiare, fluttuare, restare in superficie è il sogno di ogni sera. Solo da un luogo profondo possono nascere cose aeree, fluttuanti, galleggianti, impermeabili.
L’arca, come progetto, nasce dal profondo; deve essere costruita in un luogo profondo, deve avere uno scopo e un significato profondo. Solo così potrà essere aerea, fluttuante, galleggiare sopra i detriti del Diluvio quotidiano. Solo così potrà non avere uno spazio fisico in cui sopravvivere, ma vivere in uno spazio mentale, mitico, vero.
Non basta salvare noi stessi dal Diluvio, ma dobbiamo salvare innanzitutto, quella parte di tutti i nostri “noi stessi” che vale la pena di comunicare al futuro.
Quella nostra parte aerea, mitica e vera come la libertà.

Realizzato in collaborazione con Maimeri SpA e AEM SpA



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