(in corso d’OPERA)

L’attentato d’amore
spacca i pregiudizi
fa breccia nell'ignoranza
crea varchi
suggerisce percorsi
sorprende.

L’attentato d’amore scuote dalla pigrizia
e fors’anche dall’egoismo.
Rompe per generare (mi vengono in mente quei semi che soli e piccoli come sono riescono a spaccare lastre di cemento).
L’esperienza dei laboratori artigiani al carcere di Opera è un attentato d’amore:
agisce verso l'istituzione carceraria perché porta, dentro all’anonimato punitivo, identità, differenze, creatività, divertimento, relazione, speranza.
Agisce verso l’esterno insinuandosi nelle muraglie delle autodifese (“per non soffrire preferisco non sapere, non guardare, non ascoltare”).
Attraverso gli oggetti, che sono dell'attentato i frammenti amorosi, crea relazione fra “dentro”e “fuori”, rende permeabile il confine fra “noi”e gli “altri”, tiene calda la memoria della “possibilità”.
È possibile inventare, creare, cambiare, avere fiducia, amare…
L'attentato d’amore all'inizio fa un po’ male, chiama in causa, ma poi lascia un’eco benefica.

Clara Mantica

 

DOCENTI

Roberta Amante
Corrado Bonomi
Doretta Cecchi
Francesco Corso
Caterina Crepax
Laura di Noto
Francesca Grazzini

Hans Lepp
Joaquin Silva Lopes

[In questo momento all’interno del carcere di Opera, con un gruppo di donne recluse, si sta svolgendo un corso di arti e mestieri. I materiali utilizzati sono la carta, il mosaico, i riciclati, il ricamo, il legno tagliato e dipinnto. Gli oggetti che usciranno potranno essere messi sul proprio corpo, nella casa, nella città]