Uomini prigionieri - liberi creativi: un paradosso.
Ma non è il più complicato che la nostra epoca ci possa offrire.
È necessario, certe volte, mettere in corto circuito le nostre abitudini, anche mentali, per trovare altre strade per comprendere quello che ci circonda.
Da questa necessità è nato il progetto “Segreti Diabolici”.
I detenuti hanno costruito dodici “Casseforti”, piccole, preziose, inattaccabili.
Hanno chiesto a
dodici progettisti di inventarne la forma e la “pelle”: Ettore Sottsass, Alberto Biagetti, Sergio Calatroni, Agustín Olavarria, George Sowden, Nathalie Du Pasquier, Massimo Iosa Ghini, Massimo Giacon, Spider, Pablo Echaurren, Fabrizio Galli e Alessandro Guerriero hanno aderito al progetto e lavorato con loro.
Ne sono usciti
dodici oggetti costruiti interamente in legno, senza chiodi, secondo le tecniche più antiche d’incastro.
Chiusure, cassetti, cunicoli e aperture segrete sono realizzati con sapiente e diabolica maestria.
La superficie esterna è un gioioso gioco d’intarsi con legni pregiati.