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È
un gigantesco oggetto.
È una panca, è una fontanella, è anche
un tavolino, forse da giardino, pensati per un luogo coinvolgente.
È in parte in mosaico, ma soprattutto in legno laccato.
Può essere collocato sotto un portico o sotto un albero
e se collegato all'acqua, trasuda lucidità da se stesso
e inumidisce il terreno circostante.
La sua è una forma di architettura.
È un tempio miniaturizzato, forse con otto arcate blu
e un lato policromo con molto oro.
È uno strumento musicale, anzi molti strumenti messi
insieme: tamburi, flauti, triangoli, pianoforti, campane,
cimbali.
Si muove, trema, fischia, suona.
Suona oggi, suona sempre.
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È
un nuovo, avveniristico strumento musicale, una specie di totem
neo-moderno addormentato.
Da lì escono suoni rielaborati in mezzo a grida siciliane,
silenzi di Cage e ratabum futuristi.
È la sirena di mezzanotte.
Foglie, fiori, profumi, spezie, arabeschi, ancora oggetti che
si decorano e si camuffano con festoni, piume, segnali, petali,
figure, bandiere, aste, oscillazioni, luci, cioè con
la possibile aggregazione infinita delle allucinazioni, degli
incanti e degli abissi presenti nella nostra mente.
Da lì usciranno suoni per sempre diversi all'infinito:
è previsto che si esegua il pezzo musicale più
lungo che sia mai stato scritto. |
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